Pantelleria in capperi

Pubblicato in La Spesa ›› Buonissimo il: 15 agosto 2010

La mia pianta di capperi in Liguria spunta da un muretto a secco e posso staccare boccioli e frutti stando “comodamente” in piedi. Normalmente però queste piante si allargano a cerchio sul terreno e chi li raccoglie fa una gran fatica stando chinato tutto il tempo fino a quando il sole (e il mal di schiena) non diventa insopportabile. E si inizia a capire perché i capperi sono così pregiati…

Quelli che ho fotografato sono piccolissimi ma le dimensioni variano a seconda di quanto è cresciuto il bocciolo (i capperi di Pantelleria Igp da disciplinare possono avere 8 diversi calibri, da 4 a 15 mm). Se non si staccano in tempo, dopo la fioritura si possono raccogliere i frutti (loro li chiamano cucunci) quando sono ancora molto piccoli, prima che i semi ingrossino troppo. Quelli sott’olio sono buonissimi, meglio ancora se mescolati a capperi e pomodori secchi, c’è giusto giusto un vasetto già pronto fra le “Delizie Pantesche” de La Nicchia (che prima si chiamava Bonomo&Giglio).

© Capperi di Pantelleria Igp al sale marino

Comunque il modo migliore di conservare capperi e cucunci resta quello sotto sale (evitate di comprarli sott’aceto o in salamoia che col loro gusto forte potrebbero nascondere eventuali magagne…), e se li avete acquistati in sacchetto trasferiteli in un vaso di vetro a chiusura ermetica in modo che mantengano l’umidità. Sul sacchetto dei capperi di Pantelleria al sale marino de La Nicchia c’è scritto “Per il buon gusto del cappero asportare il sale col vino e condire con olio d’oliva” l’ho fatto subito e trovo sia un’ottima idea. Ho anche letto i consigli e guardato i video che ci sono sul loro sito (se avete un quarto d’ora sono molto carini), riassumendo il tutto: l’alternativa classica per dissalare i capperi è metterli in un colino e sciacquarli sotto l’acqua corrente, poi bisogna lasciarli a bagno in acqua fredda per un paio d’ore o anche tutta la notte, quindi sgocciolarli bene e usarli subito oppure coprirli d’olio extravergine d’oliva.

I capperi sott’olio sono delicati ma saporiti e potete aggiungerli al pesce, alle insalate di pasta e di riso, alle verdure, alla carne, alle salse, alla pasta… frullati diventano paté, magari insieme a poche olive verdi, origano, qualche filetto d’acciuga sott’olio e dei pomodori secchi da sbollentare prima per 5 minuti: una ricettina pantesca per condire la pasta, ma niente male anche su una bella bruschetta, che ne dite?

E se anche voi avete una pianta di capperi e non sapete come conservarli, beh io ho deciso di seguire i consigli del video di Bonomo & Giglio: dopo averli raccolti (ho visto che li staccano alla base del picciolo) si aggiunge il 40% di sale marino di medio calibro (la dimensione del sale è importantissima per la giusta fermentazione) si mescolano tutti i giorni per 10 giorni, poi si aggiunge un altro 20% di sale. Dopo altri 10 giorni di rimescolamenti si aggiunge altro sale nella quantità del 25% del loro peso e si confezionano. Quest’anno ci provo!

Last but not least: sono così buoni che li ho utilizzati anche per il servizio di cucina che ho realizzato per Elle.

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per chi vuole approfondire:

Bonomo & Giglio

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Foto mia

Styling Ornella Rota

Si ringrazia:

Semeraro per il piattino azzurro ovale

Sorelle Milesi per la tovaglietta in lino azzurro mélange

Upim per il bicchiere di Croff in vetro bianco

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Commenti

  1. 1 31 agosto 2010 at 15:09
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    Non conoscevo questa marca… ho visitato il loro sito e adesso devo entrare in possesso di una confezione dei loro capperi… complimenti l’ho scoperta da poco e la trovo elegantemente da imitare ;-)

  2. 2 3 settembre 2010 at 10:29
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    fai bene ilaria, sono proprio buoni! e grazie x i complimenti :)

  3. 3 22 settembre 2010 at 18:30
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    Ri eccomi perchè proprio oggi da “INO” a Firenze ho trovato questi capperi…come li ho visti mi si sono illuminati gli occhi…adesso voglio provare anche io ;-)
    Ma va bene qualsiasi vino? Tu quale hai usato? Buon laovro

  4. 4 23 settembre 2010 at 8:27
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    ciao ilaria, io li sciacquo in un vino bianco secco o nell’acqua, e poi aspetto ad aggiungere il sale alla preparazione, di solito non ne occorre più.
    “ino” ha una scelta di prodotti eccellenti, e questi capperi non gli sono sfuggiti…
    attenzione, perché (entrambi) danno dipendenza!

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