Quei Pomodorini… che sanno di Estate

Pubblicato in La Spesa ›› Buonissimo il: 17 aprile 2013

Cosa c’è di più soddisfacente per un padre che avere un figlio innamorato del suo lavoro, tanto da affiancarlo apportando buone idee all’azienda di famiglia?

A Giuseppe e Gianluca Manfuso (nell’ordine padre e figlio) è successo, e la loro Inserbo, azienda che da trent’anni seleziona, trasforma e conserva pomodori (e qualche legume) ha mantenuto l’impostazione paterna, ma con una marcia in più (dal 2000 hanno iniziato a introdurre il biologico, oggi il 70% della produzione).

Certo, quando 7 anni fa Gianluca ha deciso di mettere i pomodori sottovetro (pelati, filetti, polpa e passata sono in vasetto e pure bio) e la prima prova non li aveva soddisfatti, suo padre (che produceva da sempre i pomodori in latta da ristorazione) gli aveva detto di lasciar perdere ma si è ricreduto già l’anno dopo: per fortuna Gianluca non aveva mollato, e modificando il processo di trasformazione (sia quello termico che la successiva pastorizzazione) è arrivato a ottenere il prodotto che aveva in mente.

© Pomodorini dei Monti Lattari in Siero di Pomodoro, di Inserbo

C’è da dire che a Gianluca continuano a venire idee: il suo ultimo vasetto contiene i Pomodorini dei Monti Lattari in Siero di Pomodoro, li vedete in foto nel vasetto anonimo che mi ha dato all’ultimo Taste (l’etichetta era work in progress) e potrete assaggiarli nel vasetto ufficiale a Tuttofood di maggio.

Questi pomodorini li trovo proprio simpatici perché non sono tutti uguali (sono piccoli ma anche piccolissimi), hanno buccia spessa ma non dura e polpa soda, ma soprattutto navigano in quel siero che sarebbe ingiustamente riduttivo definire liquido di conservazione perché è un gran valore aggiunto [quasi quasi me lo berrei così com’è ;)].

“Durante la macinazione per fare la passata di pomodoro (noi usiamo quello lungo dell’Agro Sarnese Nocerino) viene filtrata la parte acquosa” mi spiega Gianluca “che è questo siero: un concentrato di zuccheri e sali minerali che dà un profumo di freschezza molto intenso e la sensazione di prodotto non conservato, la ‘sensazione di estate’ come la chiamo io”. E la chiama giusta, perché (attenzione) aprendo il vasetto si è colti da profumo intenso, e la mente vola al sole abbagliante di agosto.

A me fa pensare anche a Niko Romito, che estrae il siero di pomodoro per i suoi Superspaghettini al pomodoro sorprendentemente bianchi, che sanno di pomodoro in modo esponenziale (trovate in fondo la sua ricetta dei Superspaghettini ai porri, che hanno lo stesso filo conduttore).

Così per non perdere quella sensazione di estate ho saltato velocemente i paccheri in questi pomodorini -siero included- con aglio e olio lasciando che il sugo inspessisse da solo al contatto con l’amido della pasta… fantastici! Fatti così, a faticaZero, a Gianluca ricordavano “lo spaghetto allo Scarpariello, il classico piatto napoletano con aglio, peperoncino e basilico, che si chiama così perché alla fine si è tentati di fare scarpetta” e mi ha suggerito “puoi aggiungere questi pomodorini a tutti i piatti da macchiare col pomodoro e dare quel profumo di pomodoro fresco, senza cucinarli troppo per non perdere la fragranza”.

ps- just a news: per fare una bottiglia di passata da 700 gr ci vuole più del doppio di prodotto fresco #sapevatelo.

©Foto mia

per chi vuole approfondire:

Inserbo

Taste

Tuttofood

la ricetta dei Superspaghettini ai porri di Niko Romito con l’estrazione dell’acqua vegetale dei porri

Il Reale, il Ristorante di Niko Romito a Casadonna

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