Gusto in Scena 2010

Pubblicato in Eventi il: 22 febbraio 2010

Fra una settimana al Molino Stucky di Venezia ci sarà un gran movimento per Gusto in Scena,  la manifestazione ideata dal giornalista e scrittore enogastronomico Marcello Coronini, che si ripete ogni due anni (una mia collega l’ha soprannominata la Biennale del Gusto!), quest’anno dall’1 al 3 marzo.

Gusto in Scena - Seduzioni di Gola e Magnifici Vini

Sono aperti al pubblico i banchi d’assaggio dei vini (un centinaio di cantine italiane, austriache e slovene selezionate da Marcello) e quelli dei produttori di sfizi gastronomici (non perdetevi le Confetture piccanti del Mongetto, i Biscottini di Prato del Biscottificio Mattei, i Biscotti all’olio e quelli salati da aperitivo di Deseo, le Mostarde de Le Tamerici, i Risi della Cascina Venerìa, il Pomodorino del piennolo del Vesuvio di Casa Barone…).

Fra lunedì e martedì potrete partecipare a tre verticali di bianchi veramente eccezionali e particolarmente longevi: le bollicine di Cà del Bosco Cuvée Annamaria Clementi (dal 1979), il Pinot Bianco della Cantina Terlan (si parte dal 1959!) e il Riesling di 7 cantine austriache (dal 1969: anche loro non scherzano…)

Gusto in Scena - Seduzioni di Gola

Parallelamente, per gli addetti ai lavori ci sarà un congresso gastronomico inaugurato da Gualtiero Marchesi, a cui interverrano molti chef famosi, fra cui 6 donne :-). Alfonso Caputo, Corrado Fasolato (entrambi 2 stelle Michelin) e Luisa Valazza (3 stelle Michelin) interpreteranno 3 Presìdi Slow Food: il Pomodorino del piennolo del Vesuvio, la Gallina Padovana e la Robiola di Roccaverano. La ciliegina al termine dei tre giorni è una tavola rotonda sull’identità della Cucina Italiana… sono proprio curiosa!

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Per chi vuole approfondire:

Molino Stucky

Gusto in Scena

Marcello Coronini

Il Mongetto

Biscottificio Mattei

Deseo

Le Tamerici

Cascina Venerìa,

Casa Barone

Cà del Bosco

Cantina Terlan

chef presenti al congresso

Pomodorino del piennolo del Vesuvio

Gallina Padovana

Robiola di Roccaverano

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Commenti

  1. 1
    Domenico Cerliano
    31 marzo 2010 at 17:19
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    Ho partecipato quest’anno, per la prima volta a questo evento e sinceramente non mi ha soddisfatto per nulla.
    Passando sulla qualità dei prodotti, relativamente discreta, ho trovato un’organizzazione totalmente insoddisfacente e un luogo scelto non certo adatto per una manifestazione del genere.
    Le postazioni dei prodotti consistevano in miseri tavoli ammassati uno a fianco dell”altro e lo spazio per il passaggio, la degustazione o il semplice chiedere informazioni era praticamente inesistente.
    Solo i nomi degli chef e le loro fantastiche composizioni hanno fatto tornare un po’ di sorriso nei tanti, troppi visitatori insoddisfatti, nulla a che vedere insomma con i toni trionfalistici ed esageratamente carichi di retorica che avevano preannunciato l’evento.
    Il mio parere è che ci sono manifestazioni ed eventi molto più interessanti e meno noiose di questa!

  2. 2 1 aprile 2010 at 13:44
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    Domenico, il tuo feedback mi stupisce. A Gusto in Scena c’ero anche due anni fa, e quest’anno ho ritrovato la stessa atmosfera semplice e calorosa. Il Molino Stucky è una location bellissima e la sala congressi accogliente, con uno staff gentile e collaborativo, tanto che il cameraman mi ha permesso di condividere la prolunga per il mio notebook.
    Ho ascoltato alcuni fra i migliori chef italiani e stranieri e trovo che sia le cantine che i produttori food presenti fossero molto interessanti, con picchi qualitativi altissimi, e tutti molto generosi nell’offrire degustazioni e dare informazioni. Queste sono le condizioni ideali perché si formi un po’ di assembramento, d’altronde succede anche al Salone del Gusto dove ci sono ben altri spazi. Insomma, la mia sensazione si riconferma positiva e spero proprio che Gusto in Scena diventi un appuntamento annuale!

  3. 3
    Paolo Alciati
    9 aprile 2010 at 19:47
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    Domenico, non mi è chiaro il tuo intervento e mi chiedo…cui prodest?
    Volendo pensare bene, mi dai l’impressione che tu di manifestazioni ne hai viste pochine…Sei mai stato al Merano Wine Festival? I “miseri” tavoli sono ammassati nello stesso identico modo, proprio uno a fianco all’altro come descrivi tu. E questo da anni e il successo è sempre stato grandioso. E gli espositori, a Molino Stucky, hanno manifestato assoluto gradimento sia per la loro collocazione, sia per l’affluenza. Io stesso ho avuto modo di parlare con parecchi di loro e li ho trovati entusiati per l’alto livello dei visitatori anzi, qualcuno di loro ha fatto dei paragoni con altre importanti manifestazioni e Gusto in Scena è risultato vincente. Parli di prodotti di qualità discreta…ma…che manifestazione hai visto? L’affinatore di formaggi ha presentato una selezione di erborinati che era una meraviglia con alcune rarità. Un produttore sloveno ha fatto gustare una vera prelibatezza con il branzino affumicato. E così tanti altri. Vogliamo parlare del produttore di prosciutti? Ma tu, cosa sei abituato a mangiare? Parliamo dei vini? Che ne dici degli splendidi “ice wine” austriaci? E degli sloveni? I migliori della loro terra. Per non fare torti non voglio parlare dei singoli italiani, tutti di alto livello, basta scorrere l’elenco…Ti parlo solo di una verticale di Terlano che è partita dal 1959, hai presente cosa vuol dire un pinot bianco del ’59 di un’eleganza straordinaria?
    Voglio finire qui per non farla troppo lunga e aggiungo solo una cosa: prima ho scritto…volendo pensare bene, ma ora…volendo pensare male?…

  4. 4
    dotcom
    25 luglio 2010 at 16:10
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    sono d’accordo con il commento di Domenico, anche se io ero assente sia alla prima sia alla secondo edizione di questo evento, ma se uno conosce il personaggio che lo organizza e la tracotanza con cui tratta aspiranti collaboratori e possibili espositori, non può che concludere che dietro le quinte di molte di queste manifestazione c’è molta fuffa, improvvisazione, mistificazione, insomma la vecchia Italia dei soliti dinosauri che si ascrivono meriti impropri non solo in nome di una presunta capacità di discernere, in realtà sola furbizia nel fare marketing alla spalle di quei poveretti che ci cascano ancora.

  5. 5 26 luglio 2010 at 22:23
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    Ovviamente è lecitissimo avere le proprie opinioni in merito ad un evento, anche se il non averci mai messo piede indebolisce decisamente la pregnanza delle argomentazioni.
    Restando in tema il mio blog è aperto ai commenti, sia positivi che fortemente negativi. Ma non è online per dare spazio ad attacchi personali, con un contenuto informativo e di stimolo alla discussione prossimo allo zero e invece abbondanza di luoghi comuni.

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