A Lambrate i futuri Orti Urbani?

Pubblicato in Garden Food® ›› Orto in città il: 6 gennaio 2010

In 14 Stati europei, Italia esclusa, i Giardini Familiari contano 3 milioni di famiglie associate. Da noi se ne parla sottovoce da anni, e forse ci voleva lady Obama a sottolinearne l’importanza perché si riconsiderassero come qualcosa di diverso da quei tristi orticelli con baracche in lamiera raggruppati alla periferia delle città.

Fatto sta che l’architetto Claudio Cristofani ha fatto parlare molto di sé per aver trasformato in orti urbani un terreno di sua proprietà in zona Barona a Milano. E l’entusiasmo con cui è stata accolta la sua offerta è tale che vorrebbe recuperare altre aree milanesi da trasformare in ordinati kitchen garden dove le famiglie possano coltivare insalatine e ortaggi, far giocare i bambini negli spazi comuni o preparare un barbecue.

© Arch. Claudio Cristofani

L’anno scorso a SaporBio Cristofani mi aveva parlato dell’ipotesi di un progetto di orti urbani nell’area di Lambrate, così l’ho chiamato per sentire a che punto fosse. Mi ha detto che attualmente il Comune di Milano sta esaminando il Piano di Governo del Territorio, che destina quell’area  a verde pubblico con perequazione urbanistica (significa che i proprietari potranno commercializzare altrove i diritti edificatori).

Sono circa 6-7 ettari (suddivisibili in 500 orti di 85 mq l’uno), collocati fra il Cimitero di Lambrate e gli ex capannoni di Rubattino. Comprendono anche una cascina che potrebbe ospitare un custode-agricoltore con tanto di trattore e attrezzi agricoli, e diventare la club-house degli orti come luogo di ristoro o dove incontrarsi per una riunione o un corso di giardinaggio.

© Progetto Orti in città - zona Lambrate, Milano

Adesso la cosa più importante per l’arch. Cristofani è entrare in contatto con gli eredi Ceschina proprietari dell’area: i figli e la Contessa Yoko Nagae Ceschina, nota mecenate della musica classica.
Se tutto procederà per il meglio, ci vorrà qualche anno per veder realizzare questo nuovo progetto…

—-

Nel frattempo ci sono già 130 famiglie che zappano e raccolgono frutti negli orti che Cristofani affitta in via Chiodi a Milano, al costo di € 360,00 l’anno per 75 mq (li vedete nel video). Se dentro di voi sonnecchia un potenziale agricoltore cittadino, sappiate che a gennaio si libera sempre qualche orto che passa ai primi della lista: per mettersi in attesa basta telefonargli allo 02 7382134 o scrivergli a info@cristofani.net.

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Commenti

  1. 1
    claudia
    20 gennaio 2010 at 11:47
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    buongiorno,
    faccio parte di un G.A.S. (gasabile) di Legnano (MI), come gruppo di 140 famiglie siamo interessati a tutto quello che riguarda le coltivazioni biologiche a coltivazioni a Km 0 e tanto altro, sarei interessata ad avere ulteriori informazioni da poter anche proporre al ns gruppo, per eventuali spunti o collaboazioni o semplice scambio di informazioni.

    Tante
    Grazie
    Claudia

  2. 2 21 gennaio 2010 at 11:48
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    ciao claudia, sono argomenti che troverai sia in quest’area che in quella della spesa (hai letto il post del mercato agricolo che si tiene in cascina cuccagna?) dove c’è anche il bio, troverai presto altre info proprio su chi produce (guarda anche in “dietro le quinte”) con i riferimenti per avere un contatto diretto. e poi… ben vengano i tuoi consigli e segnalazioni di produttori interessanti!

  3. 3
    gabriella tomasi
    1 aprile 2011 at 11:16
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    sono alla ricerca di un orto zona lambrate -rubattino.posso mettermi in lista x questo bellissimp progetto? grazie

  4. 4 11 aprile 2011 at 17:43
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    cara gabriella, purtroppo per gli orti a lambrate e in altre zone di milano ci vorrà del tempo ancora. colpa del pgt che parla, parla e non concretizza nulla. comunque stiamo realizzando 40 orti nuovi in via cesare chiodi. li vedi presentati sul sito di angoliditerra. ciao

  5. 5
    filippo
    6 maggio 2011 at 12:46
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    Mi dispiace esprimere un parere negativo. Ma gli orti in via chiodi secondo me rovinano il paesaggio! Non sarebbe stato meglio allargare il parco teramo?

  6. 6
    filippo
    6 maggio 2011 at 13:16
    Permalink

    non sapevo che il terreno era privato. chiedo scusa.

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