La stagionatura del prosciutto di San Daniele

Pubblicato in La Spesa ›› 2dritte per la spesa il: 6 dicembre 2009

A volte si fanno i collegamenti più disparati. A giugno ero a San Daniele in visita a un prosciuttificio e mentre guardavo i marchi impressi sulla cotenna (servono a risalire all’intera filiera) m’è caduto l’occhio su quello d’inizio lavorazione.

Niente di strano, chiaramente è una data, ma da quel momento ho cambiato l’archiviazione cronologica dei miei files. Infatti alterna i due numeri arabi del giorno e dell’anno con quello romano del mese. Non ci avevo mai pensato, ma che siano punti o underscore anche una delle date più lunghe come 31.08.09 occupa gli stessi spazi di 31VIII09 mentre se scrivo 18.10.09 ecco che con 18X09 ho già risparmiato 3 battute. Carino, vero?

stagionatura del prosciutto di San Daniele - foto Mario Dondero

A parte questa divagazione, il marchio d’inizio lavorazione è importantissimo per valutare la stagionatura del prosciutto, che per il San Daniele non può essere inferiore ai 13 mesi (ma li può superare, raggiungendo anche i 24), quindi è impossibile incappare in prosciutti “giovanissimi”, mentre un crudo estero non controllato può avere una stagionatura di soli 7 mesi!!!  Pensiamoci quando siamo in salumeria…

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Si ringrazia per la foto di Mario Dondero tratta dal libro ” San Daniele: la natura, la città, la gente, il prosciutto” di Mario Dondero e Marco Signorini – Damiani Editore € 25,00

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