La storia delle Sette Effe
Ero entrata in un negozio di granaglie a Bra durante l’ultimo Cheese. Prima di me c’era un ragazzo che cercava delle farine particolari per fare il pane. La commessa prende in mano un sacchetto di farina Sette Effe e gli chiede “La conosce? E’ di un mulino artigianale a conduzione familiare che macina ancora a pietra naturale, sono in sette e pensi che si chiamano tutti con la effe, è da lì che prende il nome questa farina”.
Io il Mulino Marino lo conosco eccome, sono pure andata a trovarli e in effetti era un po’ che volevo chiedere a Fulvio spiegazioni di quella farina. Così l’ho chiamato.
“Ah sì, Sette Effe: Felice è il nonno, Ferdinando mio papà, Flavio suo fratello, Fausto mio fratello, Federico mio cugino (figlio di Flavio), Francesco è un parente acquisito perché lavora qui da più di 20 anni, e poi io che sono Fulvio” mi spiega bello allegro come sempre, e già mi vedo la sua faccia sveglia dall’altra parte del filo.
“E’ iniziato tutto per gioco perché a mio nonno piacevano i nomi. Poi si è accorto che il suo e quello dei suoi due figli iniziavano con la effe, e da lì è diventata una tradizione di famiglia. In Langa c’è un detto piemontese che dice “le 3 F come fam fredg e füm” (fame, freddo e fumo) che noi abbiamo cambiato in farina, fortuna e felicità“.
Ma che fanno le Sette Effe?
Felice: martella le pietre naturali del mulino per mantenere la ruvidità necessaria alla macinatura, taglia uno a uno tutti i cordini che servono a chiudere i sacchetti (per questa operazione si è pure inventato un ingegnoso attrezzo di legno) e ne chiude a mano un bel po’
Ferdinando: fa il mugnaio
Flavio: mugnaio, anche lui martella le pietre
Fausto: è il biologo di casa
Federico: va al liceo
Francesco: aiuta per tutto quel che c’è da fare al mulino
Fulvio: apprendista mugnaio (come è scritto sul suo biglietto da visita) e quasi laureato in scienze della comunicazione
E adesso?
“Sono giorni molto intensi. Alla fine dell’estate, che passa tranquilla, si risveglia tutto. Si riparte a fine settembre e vengono tutti al mulino. C’è un gran movimento e ci sono tanti momenti piacevoli: per tradizione i primi sacchetti di farina di mais si regalano agli amici come gesto benaugurale, per non contare le polentate che si fanno insieme!”
Io la meira (il mais in dialetto piemontese) che al mulino fanno utilizzando l’antica varietà Otto File, l’ho ricevuta per un servizio fotografico che tra poco sarà in edicola su Grazia, e penso proprio che mi abbia portato fortuna!
ps – la farina Sette Effe è un mix di: grano tenero, grano duro, segale, farro, mais, riso e grano saraceno tutti bio e macinati lentamente a pietra.
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©foto della famiglia Marino sono di Mauro Rosso, l’altra è una Foto mia
per chi vuole approfondire:
3 pensieri riguardo “La storia delle Sette Effe”
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Sandra!!!!! Che bello! mi fa effetto “rileggere” la nostra telefonata! Sei grandissima come sempre… Grazie e saluti da tutte le “Effe” !! :-) a presto
grazie fulvio, ricambio i 7 saluti!