Una sedia senza seduta con una fila di rondini sullo schienale, un piatto pieno di farfalle, una tazza trafitta da cuori, una forchetta piatta e una piccola mela di ceramica accomodata in un bicchiere. E’ il tenerissimo pranzo impossibile di Giorgia e Veronica, e sembra uscito da un sogno. O da un libro di fiabe. Ed è irrimediabilmente affascinante.
Vorresti circondarti di tutti questi oggetti così teneri di Giovelab, mescolandoli con quelli utilizzabili, proprio come fanno Giorgia e Veronica. Così un grande baccello aperto (in stoffa indurita e semi di porcellana) diventa centrotavola e i piattini un po’ ondulati possono accogliere un biscotto, ma c’è chi ancora non se n’è accorto e vuole quelli belli lisci dove appoggiare la tazzina… così quelli più veri, teneri e poetici li ho presi io per fare delle foto… E poi ci sono lettere che compongono messaggi, o messaggi incisi col cobalto puro dentro a ciotole che sembrano di carta, e invece puoi versaci dentro il latte.
Giorgia e Veronica creano tutti questi oggetti con grande professionalità e tanta fantasia nel loro Giovelab. Veronica crea oggetti un po’ teatrali e non ceramici, Giorgia “mette le mani in pasta” e lavora la porcellana, ne usa una di Limonge e una australiana che è bianchissima.
Nella foto sotto mi sta mostrando il fondo non smaltato di una tazza: è color nocciola perché è in gres, se fosse di porcellana, che contiene un’alta percentuale di caolino, sarebbe bianco. Aggiungo una cosa importante: Giorgia che fa oggetti per la tavola non ha solo un grande estro, ha anche i piedi per terra e la consapevolezza di quanto sia importante utilizzare materiali atossici adatti a contenere gli alimenti. Così è molto attenta nella scelta dei coloranti e preferisce restare sul bianco aggiungendo solo a volte la tinta, ma con discrezione. Una scritta, un bordo…
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