Nota: A Milano questo ristorante non c’è più, ma ho deciso di mantenere ugualmente il post per l’esperienza del mojito rivisitato :)
Ristorante Clandestino – Maison Moschino – v.le Montegrappa, 12 – Milano – tel. 02 29009858 (aperto 7 giorni su 7)

Mi sono lavata i denti.
Niente di strano, se non fossi stata a tavola. Ma in fondo normalissimo, visto che è stato proposto dallo chef (Moreno Cedroni) e che l’ha fatto tutta la sala. Last but not least, eravamo nel ristorante della Maison Moschino, quindi… ci stava!
No, non l’abbiamo fatto dopo la frutta, ma con l’aperitivo. Sì sì, con l’aperitivo.
Era un mojito rivisitato con saké, Crede e una spolveratina di menta secca. Abbinato ad una scatolina… Curiosi? Dentro c’era un piccolo spazzolino da viaggio e un mini tubetto di cremina alla menta stile dentifricio.
Istruzioni per l’uso: lavarsi i denti e bere il mojito.

Davvero divertente, però sinceramente preferisco un bel mojito classico… ah, non vi ho detto cosa fosse il Crede. E’ un Prosecco Valdobbiadene brut veramente buono, prodotto da Bisol: l’annata 2008 ha accompagnato un antipasto di capesante e poi 3 gamberi fritti in tempura al nero di seppia su salsa di zucchine e vongole, a mio parere il piatto migliore della serata.
Ottima cucina e ottimi vini Bisol (particolare il prosecco passito Duca di Dolle che ha chiuso in bellezza col dessert), ma sono rimasta un po’ delusa dalla sala…
Quando si entra alla Maison le luci sottolineano il gioco: nell’ingresso nuvolette illuminate penzolano dal soffitto insieme a un barboncino bianco appena uscito dal toelettatore, mentre alla zona bar dà luce un abito che attira l’attenzione… dopo aver sorriso a tutte queste idee frou-frou entri in sala da pranzo e… illuminazione scarsa, tendaggi banali e appesi a parete alcuni abiti ben lontani dalla silhouette di quello appena visto al bar… divertenti le sedie vestite, ma non bastano a scaldare l’ambiente.
Meno male che a rallegrarci con la sua cucina c’era Moreno, che poi è apparso in sala indossando un coloratissimo grembiule a fiori! A proposito Moreno, non è che ci metteresti una parolina tu?

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