La Cucina

 

Questa è una zuppa di origini contadine tipica di Massa, che conoscono ormai solo le persone più avanti con l’età. E’ considerata una zuppa povera perché non costa molto, ma ricca perché sono in pochi a poterla gustare: i conoscitori di erbe spontanee (e mi raccomando non improvvisatevi tali dopo aver fatto un corsetto di foraging, spesso tenuto da chi ne sa poco più di voi…).

Ringrazio Valeria per avermi mandato la sua ricetta di famiglia e vi consiglio di comprare le erbe da chi può assicurarvi che siano per uso alimentare, che significa non solo quelle giuste ma anche raccolte in ambiente incontaminato.

La Cucina

per 4 persone

Per prepararla occorrono: radicchio selvatico, salsanella, salamoia, raperonzolo selvatico, serpentina, borragine, cicoria, crescione, malva, alcea, nepitella, porcellana primavera, tarassaco, finocchiella.

Tutte queste erbe vanno ben pulite e fatte cuocere in una pentola con molta acqua, insieme a 500 g di fagioli borlotti, una cotenna di maiale, sale e pepe appena macinato.

Durante la cottura controllate che l’acqua non si consumi troppo, altrimenti aggiungetene altra bollente. A parte tostate delle fette di pane casereccio e in una ciotola alternate uno strato di zuppa e uno di pane, un filo d’olio a crudo e lasciate riposare un po’.


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