Bollicine: è qui la festa?

Anni fa, quando con alcuni colleghi fui ospite della Maison Taittinger, Clovis Taittinger mi disse: “Cosa si fa quando si vuole festeggiare? Si apre una bottiglia di champagne!”

Lì per lì lo volli contraddire dicendo che per me anche un grande rosso significava festeggiare, eppure è vero, le bollicine fanno allegria. Ma solo se sono veramente buone.

Così ieri mattina sono scesa in cantina a prendere una bottiglia di champagne molto particolare che aspettava una buona occasione, che a questo punto era arrivata: mio figlio era appena uscito per gli orali di maturità.  …mi sembra ieri quando a colazione ballavamo in cucina al ritmo di Father&Son trasmessa dalla nostra radio-macchina del caffè espresso Good News prima che lo accompagnassi a scuola in bici… è bello ricordare!

[in gran segreto ho messo in frigo la cassettina di legno che custodiva lo champagne nascondendola dietro alla verdura, senza dire nulla per scaramanzia…]

Ieri sera, con un cucchiaino di caviale sul dorso della mano e un calice di champagne Corbon Brut d’Autrefois nell’altra, abbiamo iniziato i festeggiamenti :)champagne Corbon Brut d'Autrefois | ©StrutturafineBrut d’Autrefois: lo champagne fatto come una volta… ma come?

Corbon è una Maison che amo molto, diversi anni fa ho conosciuto Claude Corbon e sua figlia Agnès, ho avuto il piacere di partecipare a un paio di verticali molto interessanti e nel 2011 ho scritto del loro Brut d’Autrefois su l’Espresso:

“Il tappo salta subito all’occhio, legato “come una volta” con l’antica tecnica del ficelage, che lo fissa alla bottiglia con lo spago al posto della classica gabbietta metallica. E’ volutamente vintage, non solo in apparenza. Agnès et Claude Corbon hanno voluto ricreare lo champagne di una volta, senza filtraggi e collaggi, con una permanenza minima di 7 anni sui lieviti, rimessi in sospensione col poignetté, un colpo di polso dato alle bottiglie. La Cuvée Brut d’Autrefois è uno champagne di nicchia prodotto dalla piccola Maison Corbon, nella pregiata Côte des Blancs ad Avize, terra di Grand Cru. L’assemblaggio all’80% di Chardonnay e 20% di Pinot Noir gli dà eleganza e struttura, che si rivela al naso con sentori di spezie, frutta secca e miele, carattere e lunga persistenza in bocca.”

Gli articoli pubblicati sulla carta hanno un piccolo problema: devono rispettare ingombri predefiniti. Così a volte non si riesce a scrivere tutto quello che si vorrebbe, e bisogna fare delle scelte. Per questo  aggiungo qui un’informazione importante che aveva bisogno di qualche battuta in più: il Brut d’Autrefois è una cuvée perpétuelle, realizzata assemblando diverse annate di Chardonnay Avize Grand Cru e Pinot Noir de Vandières: nel calice ritroverete la verticalità di quelle vigne, nel susseguirsi di in un racconto che avanza a ogni vendemmia, portando con sé un pezzetto della sua storia.

© Foto Strutturafine

per chi vuole approfondire:

il mio post su Taittinger

il mio post su Good News di Illy

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