Per attrarre i pipistrelli vicino a casa ci vuole una bat box!

Ho due bellissimi ricordi a San Baronto, nella casa estiva dei nonni, quando ero piccola. Il primo in un pomeriggio pieno di sole di luglio, quando mio padre mi mostrò un piccolo pipistrello che penzolava a testa in giù dentro al mio annaffiatoio di plastica giallo. Dormiva. Così quel giorno niente acqua ai fiori.

Qualche anno dopo, sempre lì,  sempre pomeriggio, sempre sole. Eravamo vicino alla piscina e allora la superficie dell’acqua si puliva con una rete, a memoria ricordava quella dei campi da tennis. A un certo punto vediamo volare un pipistrello, chissà perché volasse a quell’ora, forse l’aveva disturbato un predatore. L’abbiamo preso con la rete per curiosità. Poverino era spaventatissimo e mostrava i denti. Tanti spillini affollati. Abbiamo accarezzato il pelo morbidissimo, toccato la consistenza elastica delle ali. Un extraterrestre, orribile e meraviglioso. L’abbiamo liberato e ha proseguito il volo.

Una volta all’imbrunire il volo degli uccelli era sostituito da quello di queste affascinanti creature notturne. Adesso nelle zone più verdi se ne vede volare qualcuno, l’inquinamento, il cemento, gli insetticidi non sono loro amici. E c’è ancora gente che crede che possano impigliarsi per sempre nei capelli… non sapendo invece che un pipistrello in una notte può mangiare 2 mila insetti, e siccome di notte ci sono soprattutto le zanzare

@ Bat-Box distribuita da Bavicchi

L’anno scorso, quando si è fatto un gran parlare dell’utilità dei Chirotteri (il nome scientifico dell’Ordine di cui fanno parte) l’Università degli Studi di Firenze che li studia da anni (e dal 2008 ha in corso un progetto di reinserimento nel Parco San Bartolo) ha avviato una collaborazione tra il suo Museo di Storia Naturale e l’Unicoop di Firenze, così sono stati prodotti e messi in vendita dei nidi per pipistrelli e io ne ho comprato uno. Sì, si possono anche costruire da soli, ma poi alla fine la pigrizia prende il sopravvento e quando te lo vedi lì bell’e pronto, e con un costo accettabile, perché no? Fatto sta che non l’ho appeso perché era già fine estate mentre il periodo per attrarre i nuovi vicini è questo (stanno risvegliandosi dal letargo), quindi appena vado al mare sfodererò la bat box nella speranza che piaccia a qualche coppietta…

Dove metterla? La condizione ideale è appesa a un muro, meglio ancora sotto la grondaia, a 4 metri di altezza per essere lontana dai predatori e in posizione Sud-Ovest per sfruttare il calore del sole. Altrimenti appesa a un albero, ma distante dai rami.

La foto in copertina è di una bat box fai-da-te appesa sulla facciata di un casolare in campagna, quella qui sopra invece l’ho scattata al Macef allo stand di Bavicchi, avevano tantissimi nidi per tante specie diverse e non mancava certo quello per i nostri amici pipistrelli!!!

© Foto mia

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4 pensieri riguardo “W i pipistrelli!

  1. Cara Sandra, nei tuoi racconti ritrovo i miei ricordi di un pò di tenpo fa, quando sul lago di Garda a Bardolino adorata Casa vacanza,all’imbrunire sulla piscina arrivavano le rondine a farsi un bel bagnetto e poi più tardi i pipistrelli di cui io avevo una paura oserei dire folle, con il tempo però ho imparato a conviverci proprio per il meraviglioso lavoro che svolgono nel liberarci dalle fastidiossime zanzare dandomi così la possibilità di rimanere in giardino a chiacchierare con il con il mio adorato papà con la famiglia e con gli amici che passavano a trovarci rischiarati solo dalla Luna!!!! Bacio Lidia

  2. cara lidia, aver avuto dei padri meravigliosi è una gran ricchezza, anche se poi resta tanta nostalgia… però vedi, ogni tanto si ritrovano nel fruscio del vento fra gli alberi, in un volo notturno di ali nere… per poi tornare nel profondo del cuore.

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