Le castraùre son nell’orto (dei veneziani)

Pubblicato in La Spesa ›› Buonissimo il: 12 maggio 2010

© Castraùre

Queste foto le ho scattate due settimane fa nella cucina del ristorante Venissa a Mazzorbo (un’isola della Laguna di Venezia), dov’ero andata a intervistare la chef Paola Budel per Grazia e poi sempre lì, nell’orto della tenuta.

Riguardandole mi è venuto in mente di scrivere questo post, proprio perché questi carciofini sono speciali. Così stamattina ho chiamato Silvano Sguoto, responsabile del Presidio Slow Food del Carciofo violetto di Sant’Erasmo, e gli ho fatto una domanda: Quando bisogna venire a Venezia per mangiare le castraùre?

Adesso, per chi non lo sapesse, le castraùre sono quei piccoli carciofini violetti coltivati principalmente sull’Isola di Sant’Erasmo (il famoso Orto dei veneziani). Solo i boccioli apicali, i primi a spuntare, si chiamano castraùre e sono il vero gioiello della pianta. Vengono recisi per aumentare la produttività, e infatti ne spunteranno altri lateralmente, sempre ottimi, ma mai così speciali come le castraùre. Cos’hanno di particolare? Sono tenerissimi e indimenticabili… chi li conosce li preferisce crudi, fritti o con le schie, i gamberetti della Laguna. Ma la stagionalità è brevissima, solo un mese che a seconda dell’esposizione e delle temperature può slittare in qua o in là di una decina di giorni. E non è poco, anche perché tutti li vogliono e la tentazione di far passare per castraùre altri carciofini è forte… per questo oggi ho telefonato al signor Sguoto. E la risposta è stata: “Non è una buona scusa per fare un salto a Venezia? Questo è il momento giusto, siamo all’apice della produzione e il prezzo è equo con un’ottima qualità”.

Mi raccomando, se andate a Venezia non perdeteveli (beati voi!), se invece non fate il “salto” ma vi piacerebbe assaggiarli c’è una buona notizia per chi può fare un ordine consistente (ad esempio, fate parte di un GAS?), potete chiamare direttamente il responsabile dei produttori del Presidio per mettervi d’accordo. Si chiama Carlo Finotello cell. 347 0594687 e secondo il signor Sguoto (mi raccomando, fate riferimento a lui), in barca con le cassette di castraùre fino al Tronchetto ci viene di sicuro, mentre per la spedizione dovete mettervi d’accordo.

© Castraùre

Foto mie

per chi vuole approfondire:

Presidio Slow Food del Carciofo violetto di Sant’Erasmo

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Commenti

  1. 1
    Marco Milioli
    13 maggio 2010 at 11:37
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    Sandra, “buonissimo” davvero, sono veneziano e vero appassionato di castraure… le ho già ordinate per questo weekend!

    Domenica prossima (16) c’è anche la sagra del carciofo violetto a S.Erasmo, l’anno scorso sono tornato a Milano con due casse piene… ma anche lì non ti danno le castraure, solo i violetti normali.

    Sai che a Venezia ora è anche periodo di “bovoletti”…? Sono le lumachine piccole, condite con olio aglio e prezzemolo, la fine del mondo!!!

  2. 2 13 maggio 2010 at 13:37
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    Grazie Marco per tutte queste informazioni interessanti, e beato te che questo we sarai a Venezia fra castraùre e bovoletti!!!

  3. 3
    Roberta Valgimigli
    14 maggio 2010 at 18:45
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    Avevo sentito parlare alla prova del cuoco di questi meravigliosi carciofi e dopo aver letto il tuo articolo sono sempre più curiosa e mi piacerebbe apprezzarli sul posto.
    Potresti segnalarmi un ristorante a venezia dove trovare questa specialità?
    Devo dire che per quante volte ci sono stata non ho mai avuto fortuna con i ristoranti (Harry’s Bar a parte) … dai più pretenziosi alle osterie …. accetto suggerimenti.
    Grazie ciao
    Roberta

  4. 4 15 maggio 2010 at 11:04
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    Ciao Roberta, durante l’ultimo “Gusto in Scena” (c’è un post nella categoria “eventi”) ho conosciuto Nadia Locatelli, chef del ristorante “Ai Mercanti” (San Marco 4346/A Calle dei Fuseri Corte Coppo – tel. 041 5238269), in sala c’è suo figlio Simone che è anche sommelier. Mi sono piaciuti molto, non ho avuto ancora occasione di andarci ma amici che ci sono stati più di una volta me ne hanno parlato molto bene. Nadia propone una cucina innovativa, piatti semplici e stagionali con prodotti del territorio, e visto che è il momento delle castraùre…
    Se hai un po’ più di tempo ti consiglio il ristorante Venissa (entro lunedì pubblicherò un post) dove ho scattato le foto delle castraùre. Lì trovi Paola Budel che è bravissima e il posto è davvero inusuale, da Venezia in traghetto ci vuole un po’ però se hai tempo vale il viaggio. In alternativa so che hanno organizzato un motoscafo che da Cà Noghera (proprio dietro l’aeroporto) in un quarto d’ora porta gli ospiti a destinazione ed è free dal lunedì al venerdì (Venissa – Isola di Mazzorbo – tel. 041 5272281).
    …poi fammi sapere!

  5. 5 21 maggio 2010 at 11:49
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    È da qualche tempo che tutti lodano la bontà delle castraure e ora anche tu… segno del destino? :)
    Mi sa che devo fare una scappata urgente a Venezia!
    Grazie per tutte le preziose info!

  6. 6 21 maggio 2010 at 12:04
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    Roberta parti istantaneamente altrimenti col caldo che è arrivato di catraùre non ne trovi più nemmeno mezza! Però Venezia è sempre lì, bellissima, e con questo sole… buon we! ;-)

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