A volte ci si ferma a guardare indietro, e tanti dettagli prendono forma, acquistano un nuovo senso. C’è chi pensa che la strada che percorriamo sia già segnata, che gli ostacoli siano prove da affrontare per evolvere, scelte proprio da noi prima di arrivare qui, c’è chi crede nel destino, chi lo nega, chi pensa sia plasmabile…

Il crème caramel è uno dei dolci che mia mamma preparava spesso quando ero bambina. Lei era brava a cucinare ma, forse perché in famiglia eravamo in cinque, cercava di stringere i tempi utilizzando la pentola a pressione.

Ho scoperto solo “da grande” che quel dolce si cuoce sì a bagnomaria, ma in forno. Dopo varie prove ho scritto la mia ricetta di crème caramel che viene sempre bene, perché effettivamente quello di mia mamma era spesso un terno al lotto, a volte squisito ma irripetibile perché lei lo faceva a occhio, a volte meno gradevole perché per l’alta temperatura nella pentola a pressione l’uovo coagulava troppo presto creando quella texture a buchini che una nostra amica scambia per “prova certa che è stato fatto in casa, mica come quelli lisci che si vede, son fatti con le bustine!”. Ma quando cucina la mamma i bambini sono sempre felici perché sanno che quel piatto è stato preparato per loro, ed è questa la cosa davvero importante.

E adesso mamma, che da più di un mese sei a letto e spesso rifuti il cibo, preparo io il crème caramel per te. Se lo mangi penso con sollievo menomale, e chissà, forse è per questo che ti ho osservata così tante volte…

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