Le trippe di baccalà sono veramente brutte. Ma tanto buone… o almeno, a me piacciono anche se capisco che la consistenza gelatinosa possa non incontrare il gusto di tutti. Attualmente stanno vivendo un momento di grande popolarità, diciamo che sono nettamente di tendenza.

Queste le ho comprate già dissalate, e le ho preparate nel modo più semplice, al pomodoro. Però potete anche friggerle o bollirle. La cosa più noiosa è pulirle, bisogna togliere tutti i filamenti scuri sciacquandole più volte, ma si sa che il pesce a volte è impegnativo…

 

trippe-baccala-pulite

©Foto mie

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5 pensieri riguardo “Trippa… di baccalà

  1. Sandra Buon giorno, queste trippe mi hanno incuriosito, dove potrei trovarle?
    mi piacerebbe parlarne anche sul mio blogghino, in fin dei conti oltre che alle ricette i food blog dovrebbero servire anche per diffondere un briciolo di cultura gastronomica ;-)
    Buon we
    Ilaria

  2. Ilaria le trippe che vedi fotografate le avevo acquistate l’anno scorso a Slow Fish ma non riesco a trovare traccia fra i miei appunti di chi fosse il grossista. Però tempo fa le ho chieste a un banco del mercato che vende olive, semi e baccalà, la risposta è stata che essendo molto care non le tenevano con regolarità ma che me le avrebbero potute procurare. Quindi puoi rivolgerti al mercato o chiederle in pescheria, oppure ci vediamo a Genova al prossimo Slow Fish, l’appuntamento è dal 27 al 30 maggio 2011 :)

  3. Ciao Sandra! Stasera alla cena di Ghezzi proverò questa “rarità”, la trippa di baccalà, proposta con champignon, uovo di quaglia, mozzarella e patate al limone e ti saprò dire il mio parere su questa trippa.
    Non ho mai pregiudizi sul cibo, quindi non mi ripugna mai a priori di qualunque cosa si tratti. Non so perché ma sono quasi certa che l’apprezzerò.

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