Quando a maggio l’ufficio stampa di Coca-Cola mi ha mandato questa bottiglia con il mio account Twitter (all’epoca in cui ho scritto questo articolo era @sandrablog_it mentre adesso è @s_longinotti) stampato sull’etichetta ho sorriso. “Che idea carina!” ho pensato. A me le personalizzazioni piacciono molto. Questa, con la scusa del “condividi“, trovo sia un’ottima campagna pubblicitaria a effetto immediato.

"Condividi una Coca-Cola" (©foto Strutturafine)

Così, come avrete notato, da maggio le etichette di bottiglie e lattine (ne hanno previsti 350 milioni di pezzi) si sono popolate di nomi: al posto del logo Coca-Cola ci sono 150 nomi propri fra i più diffusi (chi non ha un’amica che si chiama Giulia?) e modi di dire come “lo ZIO”, ma se vi imbattete in uno dei chioschi by Coca-Cola (appaiono nei luoghi più frequentati d’Italia) potete anche farvi personalizzare la vostra, o in alternativa ripiegare sul virtuale: online sul sito “Condividi una Coca-Cola” (link sotto) vi aspetta una app ad hoc, e sempre lì potete dare una sbirciatina alle date degli eventi day by day, o condividere le foto del vostro “momento Coca-Cola”.

Naturalmente la campagna, che durerà fino a fine agosto, fa fortemente leva sui social, first of all Facebook (proprio ieri un’amica mi ha taggata sulla foto della sua lattina AMICA, e devo dire che mi ha fatto piacere) ma è anche in stretta connessione con Twitter e Instagram. L’hashtag? #condividiunacocacola ça va sans dire.

© Foto Strutturafine

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