ÈVVIVA ha chiuso da anni, ma l’idea era bella, così ho deciso di mantenere questo post perché potrebbe essere di spunto a qualcuno e anche perché contiene la ricetta del cocktail a scarto zero Green Go, chissà che tu non voglia provarla!
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Sono già passati 3 mesi dall’apertura di ÈVVIVA a Riccione, il locale di Franco Aliberti e Andrea Muccioli improntato sulla filosofia dello scarto zero dove puoi farti nutrire dalle 7:30 a quando il tramonto è già sceso da un pezzo: colazione, pranzo, merenda, aperitivo, cena, e cocktail a scarto zero fino a mezzanotte!
Ma che significa scarto zero? Quello che non immaginate: si recupera il recuperabile in una sorta di cucina olistica, dove ormai Franco pensa prima a come utilizzare gli scarti perché il resto ha già una sua collocazione, ad esempio quando arriva il pesce si occupa prima delle lische che del filetto, il pomodoro non è più solo polpa ma anche ramo e foglie. Racconta di aver sperimentato “una miriade di tecniche, alcune che ci hanno portato a delle strade gioiose e altre a delle boiate pazzesche” (quest’ultima definizione mi ricorda la “Congrega degli apostoli” di Tognazzi, se avete 5 minuti ascoltate la registrazione del racconto di Verdone che è troppo divertente, il link è in fondo fra gli approfondimenti) non preoccupatevi però, questa ricetta ha superato l’esame!
Quindi eccolo qui il nuovo cocktail a scarto zero Green Go, che si legge “gringo” e fa simpatia come i cappelli in paglia da “gringortolani” di Andrea Muccioli e Franco Aliberti. L’orto c’è davvero, piccolino, davanti a ÈVVIVA e lo cura Angelina, la mamma di Franco che è sempre pronta a dargli una mano (l’anno scorso a Le Grand Fooding milanese l’ha aiutato a confezionare i mini plum-cake che tutti noi partecipanti ci siamo portati a casa per la colazione della mattina dopo :) certo non può fornire tutta la verdura necessaria al ristorante, ma qualche ortaggio, aromi e una spruzzata di pomodoro, quelli sì!
Green go
10g di radici di germogli di grano/piselli/girasole
100 g di alcol a 90°
1 mela annurca
5 g di burro
10 g zucchero
40 g di germogli di grano/piselli/girasole
1 kiwi
5 cc di gin
3 gocce di angostura
stevia in polvere
2 gocce di crema di menta
cubetti di ghiaccio
acqua tonica
1 lime
1 pomodoro
- Prepara in anticipo l’infusione alcolica delle radici di germogli: metti in un contenitore ermetico 10g di radici e 100 g di alcol a 90° e lascia macerare al buio per 5 giorni. Quindi filtra il tutto e versalo in una bottiglietta, assaggiandolo ti accorgerai che ha un gusto molto erbaceo e leggermente amarognolo, che ricorda quello della chartreuse.
- Prepara in anticipo il succo di mela cotta: togli il picciolo, appoggiala su una teglia, metti nel foro 5 g di burro e 10 g zucchero, copri con un foglio di alluminio (se ne cuoci molte insieme non coprirle una a una ma appoggiaci sopra una placca di alluminio) e cuoci in forno preriscaldato a 185° per 25 minuti. Appena la mela è cotta frullala intera e filtra il tutto: tieni da parte il succo per il cocktail e usa la polpa come una marmellata per un’altra preparazione.
- Con l’estrattore centrifuga separatamente i germogli e il kiwi (in fondo alla ricetta trovi 3 idee su come utilizzare i semini del kiwi*).
- Monta il succo di mela con l’apposito utensile per montare il latte freddo.
- Versa in uno shaker le estrazioni di germogli e di kiwi, il gin, l’angostura, 5cc di infusione alcolica delle radici di germogli addolcita con un pizzico di stevia in polvere (sostituibile con 1 cucchiaino di zucchero), la crema di menta e 5 cubetti di ghiaccio.
- Shakera, poi utilizzando il filtro versa in coppa Martini, aggiungi acqua tonica a riempire e la schiuma fredda di mela cotta a coprire, ultima con alcune gocce di succo di pomodoro e lime, e decora con fette di lime.
—-
*recupera i semi di kiwi dal filtro della centrifuga e stendili su una placca e falli asciugare in forno a 160° per 10-15 minuti girandoli ogni tanto fino a quando sono asciutti, otterrai dei semini dal gusto acidulo. Ecco 3 idee su come utilizzarli: 1) aggiungili ai cocktail; 2) incorporali al purè di patate (100 g di semini ogni 200 g di purè) aggiungono una leggera acidità che aiuta a pulire la bocca se il purè è abbinato alla carne o pesce; 3) incorporali alla crema per farcire un dolce (25 g di semi su 200g di crema pasticcera).
—
©foto Giorgio Salvatori
per chi vuole approfondire:
il mio post su come coltivare i germogli in casa
il mio post su come coltivare i germogli di piselli in casa
il mio post dove potete ascoltare il racconto di Verdone sulla “Congrega degli apostoli” di Tognazzi
Cucina cinese ricette col maiale
Ricette di cucina cinese cantonese e pechinese a base di maiale dello chef Xhang Xiao Zhong.
Scopri di piùBudini di mandorle con occhi di drago
Anche se la pasticceria della cucina cinese non è indimenticabile e per questo il mio dolce cinese preferito resta la gustosa “Flutta flitta”, questi graziosi budini di mandorle con occhi di drago sono un mezzo peccato di gola, da prediligere per terminare in bellezza una cena impegnativa. Nel senso che fanno sentire leggeri dando l’illusione […]
Scopri di piùRavioli cinesi alla pechinese
Ormai non riesco più a slegare l’immagine dei ravioli cinesi da quella del nostro amico Alessandro che ne va matto. Tanto che viene apposta da Monza per andare a pranzo con mio marito al ristorante cinese di fronte a casa nostra, proprio per i loro ravioli. Questo mi fa anche pensare che sarebbe divertente organizzare […]
Scopri di piùMaiale in agrodolce + Riso al naturale
Il maiale in agrodolce è una delle ricette cinesi più amate da noi italiani. La buona notizia è che è anche facilissima da preparare. Un segreto che mi svelò tanti anni fa un cuoco cantonese, è che più a lungo il maiale resta a bagno nell’uovo e più si ammorbidisce. Un trucchetto che uso anche […]
Scopri di piùGiardiniera artigianale | 12 vasetti (e vasoni) strabuoni
Giardiniera artigianale: 12 vasetti e “vasoni” strabuoni da abbinare alla raclette, da mettere nell’insalata di riso, in un panino…
Scopri di più
Un pensiero riguardo “si scrive Green go__si legge Gringo”