Avevo notato su instagram la bellezza dei taglieri in marmo di Paola Speranza e sapevo che prima o poi le avrei chiesto un’intervista per Style of Food. Ed eccola qua: per questo numero dedicato al Ghiaccio, i suoi ice cubes sono un’alternativa perfetta ai cubetti di ghiaccio per raffreddare una bevanda quando non si desidera diluirla. E come puoi vedere dalla mia ricetta, non si limitano a raffreddare un drink!
Paola nasce in una famiglia di marmisti, e con le sue cugine è alla terza generazione.
“Per mio padre è una passione vera, non solo un lavoro” racconta “ci occupiamo di tutto, facciamo anche restauro di marmi antichi, in un concetto di approccio al materiale in tutte le sue vesti. Io ho sempre collaborato con l’azienda di famiglia, fin da quando facevo Architettura a Milano e poi ho iniziato a lavorare a Pavia. Nel 2016 ho sentito il desiderio di entrare in azienda ma volevo uno spazio un po’ più mio, quindi ho pensato di recuperare in modo più artistico la valanga di scarti che restano quando si lavora il marmo. Come architetto mi era capitato di fare tantissimi progetti di cucine e di ristoranti, i miei ambienti preferiti, così ho iniziato a produrre taglieri con forme differenti. Sempre geometriche, perché ho un occhio minimale anche come architetto, e senza fermarmi sui soliti marmi ma andando a scovare tutti i ritagli che aveva mio padre in magazzino. E ho trovato di tutto.”

Quali sono i marmi più richiesti?
Più i marmi sono venati e più li trovo affascinanti, le venature sono tornate tantissimo dopo il periodo dei materiali uniformi come le quarziti. Adesso il pregio è proprio la venatura. È tornato anche il marmo rosa: il Rosa Norvegia che io uso da un paio d’anni ora lo ritrovo sui social, così come il Rosa Portogallo, sparito dopo il boom degli anni ’70, tutti materiali che non voleva più nessuno.
Sono di tendenza anche i bianchi ma sempre venati, tipo il Calacatta grigio e il Calacatta oro, cugini apuani del Bianco Carrara, parente anche dei cosiddetti arabescati, chiamati così per le venature diagonali. Nel blocco le venature nere o grigie viaggiano in modo parallelo ma diagonale, quando vedi una lastra ti dà l’impressione che abbia qualcosa di arabeggiante. Sono molto belli perché in un rivestimento puoi giocare con le venature, creando rombi e altre figure.
Quale sarà il prossimo trend?
Il rosa l’hanno riscoperto, i verdi pure, i neri sono già passati, è difficile dirlo. Potrebbe esserci il ritorno del giallo e dei rossi che non si usano da tanto tempo, e di rossi in natura ce ne sono tanti. Il giallo ho già iniziato a utilizzarlo, è un materiale delle Dolomiti che a seconda del punto dove viene cavato va dal giallo al rosso, veramente affascinante.

Come sei arrivata dal tagliere agli ice cubes?
Volevo avvicinarmi anche alla mixology e avevo visto dei cubetti in granito grigio e in acciaio, ma trovavo orribile l’idea di mettere delle pietre grigie in quei bicchieri così eleganti, così ho pensato di provare a farli in marmi pregiati. È ancora più facile trovare gli scarti, ma la difficoltà sta nella lavorazione che faccio in modo artigianale e sul piccolo è più complessa.
Ma il risultato è molto interessante, Il marmo è un conduttore così l’utilizzo dei cubetti è molto ampio: oltre a raffreddarli in freezer si possono anche riscaldare nel microonde, ad esempio per una tisana.
Con qualche attenzione: il marmo che è un carbonato di calcio, va usato solo con gli spirits puri come il whisky. Il marmo nero si decolora se viene inserito in un cocktail che ha fra gli ingredienti il succo di agrumi, o peggio ancora se viene messo nella coca-cola! Per i cocktail uso la quarzite che non è un marmo, è molto più resistente e non si rovina.
Com’è nata la personalizzazione?
Parte sempre dal mio concetto di architetto, che ti fa la casa e te la personalizza, a volte anche con mobili su misura. Di conseguenza ho pensato di personalizzare a richiesta anche i miei oggetti, sia come forma, misura, ampliando la scelta con un’incisione sempre fatta a mano, che li renda ancora più unici. Proprio gli ice cubes piacciono tantissimo soprattutto personalizzati con le proprie iniziali e c’è chi li sceglie come bomboniera, così li ho completati con una confezione che contiene anche le pinzette per metterli nel drink!

CHI E’ PAOLA SPERANZA
Paola Speranza, architetto, nel 2016 decide di recuperare gli “scarti” di marmo dell’azienda di famiglia e fonda ESPI design.
Con questo brand firma piatti, cubetti sostitutivi del ghiaccio e taglieri dalle forme semplici e minimali, comunicando la bellezza della roccia con una nuova leggerezza.
scopri QUI la mia ricetta raffreddata con gli ice cubes di Paola Speranza :)

in Style of Food: Style of Food #10 / Ghiaccio
Secchiello del Ghiaccio, istruzioni e trucchetti | sommelier Gianni Sinesi
Trucchi e trucchetti da Sommelier, con un pizzico di bon ton e le regole per servire una bottiglia alla giusta temperatura, utilizzando il ghiaccio o il freezer per un risultato impeccabile. Ci sono gesti compiuti per emulazione e scambiati per la cosa giusta da fare in determinate circostanze, che invece sono assolutamente da evitare. Lo […]
Scopri di piùCubetti di marmo, anche personalizzati, di Paola Speranza
Le rotondità e morbidezze del marmo degli oggetti di Paola Speranza, eleganti in cucina come a tavola, che puoi anche ritrovare in un bicchiere!
Scopri di piùCrema di finocchi e porri fredda
Ho pensato molto a come utilizzare gli Ice Cubes di Paola Speranza (ESPI design), perché volevo proporre qualcosa di diverso rispetto al loro utilizzo primario nei cocktail. Così mi è venuto in mente che possono essere messi anche al di fuori di una ricetta, giusto per rinfrescarla. È il caso di questa Crema di finocchi, […]
Scopri di piùPolpette di couscous di mais
Couscous di mais glutenfree, trasformato in polpette e accompagnato con verdure saltate per un piatto unico fresco e primaverile.
Scopri di piùCucina cinese ricette col maiale
Ricette di cucina cinese cantonese e pechinese a base di maiale dello chef Xhang Xiao Zhong.
Scopri di più