Nello studio di architettura londinese dove ha lavorato Riccardo Monte dopo la laurea, il legno era il punto di partenza di tutti i progetti e lui era diventato il responsabile del laboratorio dove si costruivano i modellini. Così, quando ha deciso di iniziare una sua attività, il suo primo pensiero è stata la lavorazione del legno.

I primi clienti li ha incontrati a Milano al Fuorisalone del Mobile nel 2018 dove ha esposto per la prima volta i suoi end table, fatti con mezzo tronco trattato con la tecnica della carbonizzazione. Che non è solo un fattore estetico, è una finitura completamente naturale che fortifica il legno rendendolo idrorepellente, ignifugo, inattaccabile dalle muffe e molto più resistente agli agenti atmosferici. Al tatto poi è piacevolissimo, dopo un processo alquanto lungo diventa liscio come la seta, tanto che non sembra quasi più legno.

Taglieri in legno scalpellati di Riccardo Monte | ©foto Katie May

“Su richiesta ho iniziato a fare panchine, tavoli…” racconta Riccardo “nel tempo qualcuno ha iniziato a chiedermi un tagliere di legno da regalare e così ho iniziato anche con quelli. Adesso ho sempre più ordinazioni, tanto che è nata l’esigenza di avere un sito dedicato. A chi mi chiede quanto tempo ci metto a fare un oggetto non so rispondere con precisione. Magari ho lì una tavola che guardo da mesi senza sapere cosa ne farò, e poi la faccio d’istinto. Ecco, direi che non è una questione di tempo ma del momento, è più un gesto artistico.

Non compro mai legno nuovo, lavoro legname di recupero che trovo nelle falegnamerie, nelle cascine… dalle demolizioni poi mi è capitato di recuperare anche delle travi del ‘700… tanto che certi pezzi nascono da legno che può avere anche un secolo!
Mi piace lasciarlo così, lo gratto il meno possibile per poter leggere la sua storia. Guardando una tavola di legno ancora da lavorare riesci a capire dal colore e dalle macchie se è stata esposta a lungo all’acqua o se ha preso il sole, da che lato era appoggiata, indicativamente l’età e magari quando è stata tagliata.”

Riccardo Monte usa la tecnica di carbonizzazione | ©foto Katie May
Taglieri in legno fatti a mano da Riccardo Monte trattati con la tecnica della carbonizzazione | ©foto Katie May

“La forma tradizionale del tagliere di montagna è quella che preferisco e realizzo in tutte le misure, piace molto e sta benissimo in un ambiente moderno. Quelli che tratto con la tecnica della carbonizzazione non sono indicati per il taglio perché la lama andrebbe a rovinarne la finitura, ma sono bellissimi per presentare il cibo. Faccio poi una serie di taglieri di legno completamente differenti, “a due lati”, uno scolpito a mano per servire il cibo e l’altro liscio per tagliare, che realizzo in noce americano e tratto con solo olio di noce o di lino.”

Riccardo Monte al lavoro mentre realizza un tagliere | ©foto Katie May

“La manutenzione dei taglieri di legno è tanto semplice quanto importante, bisogna lavarli solo con l’acqua e quando il legno schiarisce ungerli con olio di semi di girasole: mai di oliva perché irrancidisce e lascia il gusto.

Quanto dura un mio tagliere? Ma per sempre, dovresti proprio maltrattarlo in modo estremo o buttarlo nel camino!”

Taglieri in legno fatti a mano da Riccardo Monte | ©foto Katie May

5 Taglieri posson bastare

“I primi taglieri di legno che ho fatto sono quelli a cui sono più affezionato, li ho dati tutti a mia mamma che ormai ne ha una piccola collezione. E li usa tutti.”

Beata lei! Magari piacerebbe anche a te avere un tagliere di legno diverso per ogni alimento… così ho chiesto a Riccardo quali fossero le essenze più indicate. E senza volerlo ne è venuta fuori quasi una filastrocca, dal titolo che ricorda un grande successo di Battisti ;)

5 TAGLIERI POSSON BASTARE
Uno di noce per il pane
Uno di rovere per il salame
Uno di frassino per le verdure
Uno di castagno per arrosti e grigliate
E uno di faggio… per il formaggio!

Riccardo Monte | ©foto Katie May

CHI È RICCARDO MONTE

Riccardo Monte lavora il legno ed è anche architetto. Non è facile gestire tutto ma è la sua scelta, ponderata dopo 8 anni passati in uno studio di architettura a Londra e un inverno in solitaria nella baita di famiglia in cima a un monte, senza elettricità né internet. Riccardo lavora solo legno di recupero, mantiene i segni del tempo e fa emergere l’essenza dei materiali, che con lui riacquistano valore e una nuova utilità.

©Foto Katie May

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