L’uva sul balcone? Ebbene sì, coltivarla in vaso è possibile. E siccome la vite è un rampicante mi immagino un berceau su un terrazzo cittadino a coprire il tavolo da pranzo, coi grappoli d’uva a portata di assaggio!
E se il bon ton dice di servire il formaggio prima del dolce e la frutta dopo, prova ad alternare chicchi d’uva bianca a formaggi come l’Emmentaler… e dimenticherai il dolce! :)
Per sapere come realizzare questo sogno ho chiamato Enzo Maioli, che nel suoi vivaio coltiva varietà di frutti antichi. Mi ha dato tantissimi consigli, ma soprattutto mi ha fatto capire quanto sia semplice coltivare la vite sul balcone, e puoi decidere anche quanta uva vuoi raccogliere!
Ma prima di tutto: quando si sceglie una vite, specialmente da tavola, conviene sempre orientarsi su varietà resistenti che non abbiano bisogno di trattamenti. Sono varietà che danno un’uva buonissima e fra queste ci sono anche delle cultivar apirene, cioè senza semi, che sono molto ricercate.

Si può coltivare la vite in vaso, sul balcone?
Certamente, rispettando alcune necessità della pianta la coltivazione in vaso è molto semplice.
Bisogna scegliere un contenitore capiente per evitare di doverlo cambiare dopo 4-5 anni, va benissimo un vaso di 60-70 cm, adesso poi ci sono dei contenitori in vetroresina che sono particolarmente adatti perché sono leggeri e anche molto resistenti.
Poi ci vuole un terriccio particolare, non la terra che non si usa più, adesso si usa torba e pomice, sono materiali che fanno da spugna, in pratica assorbono l’acqua e la rilasciano pian piano, lasciando drenare bene le radici.
Perciò scegliendo un vaso anche superiore ai 60 cm di diametro, perché sappiamo che la vite è una pianta che va in profondità con le radici e quindi ci vorrebbe un contenitore più grande possibile, la prima cosa da fare è riempirlo con questo terriccio e metterci la vite.
Ha poi bisogno di un concime organico o anche sangue secco, che è sempre la scelta giusta per tutto quello che coltiviamo da mangiare: ai usare fertilizzanti minerali che contengono nitrati che fanno male.
Naturalmente la vite ha bisogno di un sostegno perché è un rampicante, quindi o si fa una struttura come per una rosa fissando un traliccio a un muro, oppure noi qui al vivaio proponiamo delle viti ad alberello, sono alte due metri e hanno sopra un’impalcatura di ferro, così uno pianta la vite con la struttura già pronta.
Un’altra esigenza fondamentale per la vite in vaso è un’irrigazione corretta, quindi soprattutto su un balcone cittadino sarebbe importante avere un impianto automatico goccia a goccia. Annaffiando tutti i giorni o a giorni alterni e dando una concimata due o tre volte l’anno, la vite vive benissimo sul terrazzo come un oleandro o qualsiasi altro arbusto da fiore.
Quali sono le varietà di vite a bacca bianca che consiglia per la coltivazione in vaso?
Ad esempio Angela, una varietà resistente senza trattamenti, che è molto buona e matura presto (nella seconda metà di agosto l’uva è già pronta), poi c’è una varietà che abbiamo chiamato Antica Franca come la signora che la coltivava e le ho lasciato il suo nome. Questa matura un po’ più tardi e può essere interessante abbinata all’altra per avere l’uva pronta in momenti diversi.
Sempre fra le viti a bacca bianca ci sono l’Adina, la Palatina, la Fanny…
Molto interessante è anche l’Uva fragola a bacca bianca, la nostra la chiamiamo Maioli perché è una varietà che ho trovato io, ha un acino grosso, non ha neanche tutto il sapore della fragola, sa anche di moscato ed è veramente buonissima, con una maturazione abbastanza scalare, da settembre a ottobre.
Per chi lo preferisce c’è anche un Moscato bianco, chiamato moscato citrino, non è molto grosso però è aromatico e rientra fra le cultivar resistenti senza trattamenti. Poi c’è un altro moscato, l’ho trovato sul Lago di Garda, si chiama Moscato Thomas e anche qui gli ho lasciato il nome della persona che lo coltivava. Sono tutte varietà antiche recuperate che chiamiamo così, con dei nostri riferimenti, quando non si riesce a risalire al nome botanico.
Quando si capisce che la vite inizia a non accontentarsi più del vaso?
Quando la vite inizia a vegetare poco, è come quando abbiamo il solito limone che non lavora più, bisogna tirarlo su e metterci del terriccio nuovo. Rinvasarlo tutt’al più, scegliendo un vaso un po’ più grande. Però una decina d’anni la vite con un vaso capiente di 60-70 cm resiste bene, naturalmente dandogli concime, perché l’importante è tenerla concimata e bagnata.
Come va potata?
D’inverno basta fare una concimazione e darle una potata, c’è un proverbio che dice “Fammi povero che ti farò ricco”, cioè taglia che ti farò dell’uva buona.
La vite è una di quelle piante che va potata senza timore, lasciando 2-3 gemme per ogni sperone: da lì nasceranno i tralci che porteranno ognuno due-tre grappoli. In base alla potatura uno riesce già a capire quanta uva vuol fare. Se prendiamo un tralcio e lasciamo sei gemme vuol dire che nasceranno sei tralci, ognuno farà normalmente 2-3 grappoli, perciò abbiamo già assicurati 18 grappoli d’uva. E allora bisogna cercare di non caricarla troppo, bisogna cercare di tagliare il più possibile, spuntare dappertutto, e la vite tanto dopo produrrà nel ramo nuovo.
D’inverno in città ha bisogno di cure particolari?
A Milano siamo sempre a Orticola e lì vendiamo tante viti che vengono messe sugli attici, soprattutto uva fragola ne va via tanta, per la soddisfazione di raccogliere un grappolo d’uva anche in città. Naturalmente l’unica cosa che c’è da fare è tenerle annaffiate. D’inverno sono piante che non hanno bisogno di particolari attenzioni, niente tessuto-non-tessuto, e se proprio non piove, una passata d’acqua una volta al mese si può dare, ma non essendo un sempreverde non è necessario.

CHI È ENZO MAIOLI
Figlio d’arte, fin da ragazzo Enzo Maioli segue il padre Mario nella passione per i frutti antichi. La sua mission è far scoprire e apprezzare questo patrimonio di biodiversità, che seleziona e riproduce con passione nell’azienda agricola di famiglia. Oggi, oltre ad occuparsi di formazione e manutenzione del verde, vanta una collezione di oltre 2.000 varietà antiche di piante da frutto e viti.
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