❝ E’ un formaggio importante ma al tempo stesso delicato, che ti dà una bella morbidezza al palato, per questo il Gruyère si può utilizzare per preparazioni sia calde che fredde, anche in abbinamenti insoliti come un’insalata greca.❞

~ L’intervista è dopo la ricetta ~

Rotolo di frittata di zucchine con mortadella e Gruyère filante

per 4 persone

  • 5 uova
  • 20 g di latte
  • 2 zucchine rape (taglio ottenuto dai fori laterali larghi di una comune grattugia a 4 facce)
  • 150 g di Gruyère
  • 7 fette di mortadella
  • sale, pepe
  1. In una ciotola unisci le uova, il latte, le zucchine, regola di sale e pepe.
  2. Versa il composto in una teglia 20 x 40 con carta da forno e cuoci in forno preriscaldato a 180/190 gradi per circa 15 minuti, fino a che la superficie sia quasi rafferma.
  3. A questo punto togli dalla teglia la frittata e carta da forno , lascia raffreddare per qualche minuto.
  4. Dopo di che adagia le fette di mortadella su tutta la superficie, aggiungi il Gruyère grattugiato râpé, arrotola la frittata avvolgendola su stessa. Richiudi in carta da forno e poni nuovamente in teglia.
  5. Ripassa in forno preriscaldato a 180 gradi per cinque minuti in modo che il formaggio si sciolga e risulti filante al taglio.
  6. Sforna e affetta il tuo rotolo di frittata che può essere servito caldo o ottimo anche tiepido.

Due chiacchiere con Anna

❝ Non avevo mai assaggiato il Gruyère e mi ha ricordato molto i croque-monsieur, da lì a pensarlo confezionato come una mozzarella in carrozza è stato un attimo.
Spesso si pensa al Gruyère come formaggio da fonduta, ma non bisogna dimenticare che si presta in modo eccellente a essere un formaggio filante, caratteristica che mantiene a lungo, restando morbido anche quando la preparazione diventa tiepida, come nel caso del rotolo di frittata della mia ricetta. Inoltre bisogna tener presente che il gusto cambia con la temperatura, caldo ha un sapore deciso che diventa più delicato raffreddando.
Se poi penso a un abbinamento del gruyère col pesce, mi viene in mente sicuramente un pesce azzurro come un’alice o una sardina, ma anche quelle piccole capesante che sono i canestrelli: basta mettere una fetta sottile, quasi invisibile, di gruyère sul mollusco e poi infornarlo.
Tornando all’alice, la vedo su una fetta di pane cosparsa di formaggio rapé e poi gratinata in forno, in modo che il gruyère faccia anche da collante fra pesce e pane.
E ancora penso a un pane di farina di mais, dove il gruyère è a tocchetti nell’impasto. E per un piatto vegetariano lo vedo benissimo, sempre rapé, a farcire uno strudel di fillopasta insieme a della verza precedentemente stufata, perché questo è un formaggio che ha bisogno di verdure importanti.❞

❉ Anna Ciccarone | Masseria Maldarizzi Castellaneta – TA

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